Stagione 2001 / 2002

6 ottobre 2001 → Alix - Sappy

La stagione del Perché No? si apre con gli Eva Kant dalla Svizzera che ci avvisano, 24 ore prima, che non ci saranno. Al "panico" segue l'assurda e sciagurata idea del sottoscritto di lanciare via email-internet un appello per trovare un gruppo disponibile. La lotteria, dopo (lo giuro) oltre 70 telefonate di band che hanno infestato il mio cellulare in poche ore, l'hanno vinta gli Alix da Bologna, che davanti a 200 persone hanno presentato un verace stoner-rock, semplice e diretto, con la singolarità del cantato femminile in italiano, sostenuto da canzoni non troppo (fortunatamente) omogenee tra loro. Bravi insomma. Ma ad aprire veramente la stagione ci hanno pensato i Sappy, una band locale alle prime armi, o quasi, che non hanno fatto male con la loro proposta post grunge, anche se molta è la strada che hanno da percorrere per diventare qualcosa di veramente valido.
Alberto Nobili


20 ottobre 2001 → Mirsie - Juda's Kiss

Una cosa è certa: i Juda's Kiss sicuramente sono ragazzi simpatici e non solo per un mio giudizio personale, ma per la marea umana di loro amici che ha invaso la sede del Perché No? rendendo il locale una vera bolgia. Non a caso non riesco a gustare la loro esibizione, indaffarato come sono a fare tessere e a gestire l'entrata dei soci, ma il clamoroso pogo che accompagna tutta la serata quantomeno testimonia che il loro Ossolano-punk-rock psichedelico ha divertito tutti i presenti. I Mirsie invece posso guardarli con più calma e un pizzico di delusione alla fine c'è. Infatti il sound che ho così tanto apprezzato sul loro disco d'esordio, tra "Stooges", "MC5" e lo stoner attuale, non è stato alla stessa altezza nella loro esibizione, buona sì, ma non eccezionale, in cui i pezzi stentavano a prendere corpo ed a farsi apprezzare. La qualità c'è, forse è stata solo una serata un po' storta.
Alberto Nobili


3 novembre 2001 → Pay - Phonoramas

Posso essere sincero? I varesini Pay sono dei simpatici cazzoni, con il loro modo divertente di stare sul palco, i palloncini colorati, le divise sadomaso-cartoons del cantante "vulvino" e le tante altre trovate messe in atto, che sicuramente i molti giovanissimi kids presenti hanno apprezzato. Ma, ed un bel ma, musicalmente il loro punk melodico onestamente non lascia molte tracce e scorre via tranquillo, troppo, senza emozionare o regalare sensazioni particolari; insomma musicalmente incolori e spettacolarmente attraenti. Ad aprire le danze per una buona mezzora di divertente punk-rock-melodico, il nuovo gruppo dell'ex-cantante degli Stereoracers, ovvero i "locali" Phonoramas che se pur da apprezzare a volte corrono lo stesso rischio dei più blasonati Pay.
Alberto Nobili


17 novembre 2001 → Fine Before You Came - Hangin' On A Thread

Serata tipicamente emocore quella del 17 novembre al circolo, con due gruppi di spicco come Hangin' On A Thread e Fine Before You Came. Aprono gli HOAT che costruiscono atmosfere in bilico tra postcore ed emocore, con l'uso non eccessivo dell'elettronica, il tutto molto ben calibrato e professionale. Seguono i Fine Before You Came, che non da meno attirano i presenti con suoni prettamente emo, sullo stile delle più acclamate (pure troppo) band americane del genere. Bella serata, non per tutti.
Pogio


26 novembre 2001 Owls (USA) - Candies

La prima cosa da scrivere è che la prima scommessa l'abbiamo vinta: far suonare di lunedì è possibile se la qualità del gruppo è di valore; non si spiegherebbe come in una serata così "scomoda" oltre 100 paganti (alcuni anche da Novara, Biella, Milano ecc.) siano arrivati ad ascoltare, TUTTI con grande attenzione e partecipazione, la musica degli Owls, formati per 3/4 dai componenti dei Joan of Arc, la stessa formazione dei vecchi Cap'n'Jazz, storica emo-postpunk band americana. Una bellissima serata perché tutti erano appunto venuti ad ascoltare musica, e quella proposta dagli Owls (a proposito, ragazzi umanamente splendidi!) è stata davvero di notevole spessore, dove la tradizione americana si è sposata con il nervosismo post punk e l'andamento dimesso e svogliato del miglior underground a stelle e strisce. Convincenti. Come convincenti sono stati i 20 minuti dei Candies, che hanno violentato il loro post rock con ferocia, con un approccio duro, sincopato e al limite del noise. Davvero una di quelle serate che ci ricorderemo per molto tempo.
Alberto Nobili


15 dicembre 2001 → Regrettes (USA) - Derailers

Le Regrettes sono quattro (cinque??) ragazze americane tutt'altro che belle (vabbeh.. tanto per essere precisi), che sul loro sito, nel diario della tournée europea citano la nostra data come il concerto più bello di sempre (!!) da loro mai fatto, e questo grazie alla voglia di far casino dei presenti; infatti nonostante il loro punkgarager'n'r sia assolutamente nella norma, fino quasi a sfiorare la banalità, l'esibizione è stata costellata da una bella bolgia sostenuta soprattutto dalle nostre giovanissime ladies. Apprezzabile, anche se un po' monotono alla lunga, il punkrock più duro proposto invece dai borgomaneresi Deraillers.
Alberto Nobili


22 dicembre 2001 → SkaWar (Francia)

I francesi SkaWar sono stati assolutamente una sorpresa ed all'altezza del loro impegnativo nome. Una band coi contro..bip e in grado di macinare un classico ska venato da una influenza giocosa e grintosa alla ManoNegra. Il risultato è un putiferio di corpi che danzano allo sfinimento per quasi due ore. Serata fantastica!!
Alberto Nobili


5 gennaio 2002 → H-Strychnine - Home Run

Il nu-metal degli H-Strychnine spacca. Grazie al loro vorticoso dimenarsi spaccano, nel vero senso della parola, le assi del palco (con il Pol "straincazzato" perché poi lo deve aggiustare Lui), spaccano pure i presenti con un pogo vorticoso ma "sensato" che accompagna una convincentissima prova musicale imperniata su uno stile di chiara derivazione Korniana, ma interpretato con un tono meno serioso, più da cazzoni, non so se rendo l'idea. Anche gli "indigeni" Home Run, più metal che nu, mi convincono abbastanza, e nonostante una certa confusione che porta alcuni pezzi a deragliare un attimo, la sensazione è che cose da dire, con una discreta personalità, ne hanno.
Alberto Nobili


19 gennaio 2002 → One Dimensional Man - Terzo Cenere

Oramai è la quarta volta che vedo dal vivo i One Dimensional Man (Ugo Mazzia mandami la "tesserina" del fan club), ed ogni volta mi convinco sempre più che dal vivo sono una band che davvero (davvero!!) è tra le migliori che abbia mai visto. Non so come spiegare, ma la forza interiore che esce dalla loro monolitica sezione ritmica ha pochi eguali, l'incrocio "deviato" tra Tom Waits e Jon Spencer del cantante (e leader) del gruppo ammaglia, la chitarra nervosa lascia il segno, il tutto (senza dimenticare le mutande in lamé del batterista !!??) per un suono unico (che cazzo di genere fanno i One Dimensional Man???? Rispondete!!!), che fa di questa band veneziana un gioiellino di inestimabile valore (almeno nella versione live) che il Perché No? ha saputo valorizzare con un coinvolgimento totale del pubblico. Grandi!! Mi scuso con i verbanesi 3° Cenere, ma il mio servizio "armato" all'ingresso mi ha impedito di seguire con l'attenzione sufficiente la loro esibizione che, comunque, mi sembra abbia segnalato alcuni passi avanti rispetto al passato, con un sound meno monotono ed astratto, più incisivo nel contornare le loro "melodie" tra Marlene Kuntz, Pavement e Massimo Volume.
Alberto Nobili


8 febbraio 2002 → Los Fastidios - Fat Guys

Con i veneti Los Fastidios, come previsto, la gente straborda da "ogni dove" (Candido Cannavò docet), e dal primo all'ultimo secondo non si risparmia in un pogo davvero intenso. Insomma tutti i ragazzi e le ragazze si sono divertiti un casino; un po' meno un vecchiaccio come il sottoscritto, che certo non è stato ammaliato più di tanto dal punkrock "stradaiolo" dei simpatici ragazzi della band, a parer mio abbastanza scontato ed incolore. Ma vista la partecipazione totale dei ragazzi alla loro esibizione, le mie parole valgono ovviamente meno di zero. E se tanto mi dà tanto, anche il volume notevole che hanno "alzato" gli ossolani Fut Guys con il loro punkrock classico e un po' scontato dovrà pur dire qualcosa.
Alberto Nobili


16 febbraio 2002 → Hard Ons (Australia) - KillJoint

In un Perché No? da sold out, gli australiani arrivano e senza nemmeno una prova suoni (?!) trasformano e sporcano il loro punkrock melodico; insomma, moooooollllllto più cattivi ed abrasivi che su disco, con un sound potente, echi metallici ed andature superincazzate con spruzzi stranamente psichedelici: ottimi! Ad aprire, i simpatici Killjoint da varese; simpatici come il loro punk melodico. Da ricordare, prima del concerto, la proiezione del cortometraggio di 17 minuti, "2 di 1 " a cura di un paio di "videomaker" della bassa novarese. Opera davvero strana e convincente, con una colonna sonora all'altezza.
Alberto Nobili


23 marzo 2002 → Enjoint

Ritornano dopo il successo dell'anno scorso gli Enjoint. Ci si aspettava il pienone, ed invece sono poco più di 100 i ragazzi/e che comunque non si fanno pregare a ballare lo ska - classico - della band. Divertenti.
Alberto Nobili


6 aprile 2002 → Julie's Haircut - Chem Sound

I Chem Sound, una "nuova" band verbanese, propone un post grunge indolente, rumoroso e devoto anche a lezioni indie di Pavement e Sebadoh. Se si apprezzano i tentativi per un suono tutt'altro che di moda, la band comunque ha la necessità di focalizzare meglio le canzoni e renderle meno indecise. I Julie's, come c'era da aspettarsi, riempiono il Perché No? (almeno 200 i presenti), ma stavolta (la terza in tre anni) non fanno propriamente centro. Il concerto non è male, tutt'altro, ma è lontano dalle trascinanti serate degli anni prima; contribuisce a ciò anche la scelta del loro fonico, di amplificare non solo le voci, ma anche batteria e organo dentro il misero impianto del Perché No? (cosa che nessun gruppo ha mai fatto nel nostro buco di locale... e d'impianto), con il risultato di peggiorare e non migliorare la situazione "sonora". Insomma il concerto non decolla e il loro supergroove per una volta tanto non colpisce al cuore. Solo una serata storta, per uno dei gruppi più amati dal pubblico del Perché No?
Alberto Nobili


13 aprile 2002 → Joe Leaman - Boldoz Dogs

E da Sassuolo, dopo i Julie's, arrivano i Joe Leaman e si concretizza il miglior show dell'anno (insieme a quello dei One Dimensional Man a gennaio). Il miglior show (non solo per il sottoscritto, ma per tutto lo staff del Perché No? presente) nella serata in cui c'è meno gente (95 paganti) è uno strano incrocio, ma comunque sia il trio inchioda il pubblico con l'adrenalina ed il cuore di una musica "derivata" dagli anni '80 (Husker Du, Pixies, Sonic Youth), ma riproposta con grande tecnica e attraverso grandi canzoni. Il pubblico è a dir poco in delirio e balla in maniera forsennata, la band non molla ed il concerto finisce in gloria. Amen. Ed una grande serata si è aperta con un'altra ottima band; infatti i Boldoz Dogs sono stati anche loro bravi nel proporre la loro miscela di hardcore melodicissimo, che sfonda nell'emo, e che si regge su una qualità compositiva elevata e su, appunto, una tensione emotiva live notevole. Serata nella cassaforte dei nostri ricordi migliori.
Alberto Nobili


20 aprile 2002 → Perturbazione - Groovers

130 paganti sono molti di più di quelli che ci si aspettava per una serata in cui il rock non fa ballare, ma "guarda" dentro se stessi. I Perturbazione da Torino, in una formazione più "essenziale" (causa assenza della violoncellista...), assicurano che il loro rock d'autore è davvero di quelli che regalano belle emozioni, e propongono 50 minuti legati soprattutto al repertorio del loro ultimo disco, tra melodie cristalline, chitarre delicate che si rincorrono e un andamento tra il brioso e l'indolente che mette in risalto le varie sfumature della band. Da sentire (anche su disco). Una marea di anni sui palchi di tutta Italia (più di 400 concerti!) e svariati dischi, fanno della band di Michele Anelli una istituzione; non un'istituzione vecchia e stantia, ma di quelle ancora in grado di sorprendere. Infatti i Groovers attirano l'attenzione anche di qualche ventenne che li ha sempre (sbagliando) snobbati, e in maniera diretta ed incisiva snocciolano alcuni pezzi pregevoli del loro vasto repertorio, che oramai va ampiamente oltre lo steccato della semplice definizione di roots rock (ed infatti due cover degli Eels sono lì a dimostrarlo).
Alberto Nobili


24 aprile 2002 → Satelliters (Germania) - Jackals

Tutto quello che leggerete in questa recensione è semplicemente frutto di vaghi ricordi. Infatti la situazione etilica di quella serata non può che costringermi a scrivere più d'impressioni che di certezze. Impressioni di una serata divertentissima, con le cover, ad aprire, proposte con grande "attitudine" dai miei giovanissimi concittadini Jackals, divisi tra Animals e Who, seguiti da un entusiasmante garage rock (direttamente dagli anni '60), dei "teutonici" Satelliters, che sotto l'inesauribile spinta dei "ballerini" del Perché No? (bravissimo un tipo di 36 anni con pizzetto...), praticamente non finiscono mai di suonare, arrivando a proporre quasi due ore di concerto che alla fine lasciano tutti senza fiato.
Alberto Nobili


11 maggio 2002 → C9 - Home Run

"È bello suonare a casa". Lo ha detto Valentina aprendo il concerto dei C9. Parole "appropriate" per un concerto di due giovanissime band della nostra zona continuamente in crescita. Home Run e C9 suonano ciò che moltissime altre band giovani di tutti il mondo, oggi, suonano. Fanno rock pesante e moderno. Qualcuno può anche definirlo numetal e crossover, ma quello che importa è l'attitudine con il quale lo si fa. E la loro, di attitudine, è quella giusta. Lo si sente dall'energia che riescono ad esprimere, e lo "sentono" i ragazzi che pogano senza risparmiarsi. Al di là di tante belle serate con gruppi "stranieri", l'importanza di un luogo come il "Perché No?" viene fuori in maniera netta ed evidente da serate come questa. È proprio vero, è bello suonare a casa propria.
Alberto Nobili

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