Stagione 2000 / 2001

2 settembre 2000 → Statuto

[ Madonna del Sasso (VB) ] - Prima di partire per il megaconcerto a Bologna, ska a manetta con la serata organizzata dal "Perché No?" e da "Emergency". Mi sono perso i Wood e gli Eggs di spalla, perché intento a raccogliere l'obolo dei circa 300 partecipanti, ma poi ho raggiunto la prima fila all'inizio della loro esibizione. Gli Statuto non erano al massimo della forma, un po' mosci e con Oscar con la voce traballante, ma nonostante ciò il pubblico ha mostrato di apprezzare lo stesso la miscela inconfondibile e festaiola offerta, ballando senza sosta dalla prima all'ultima canzone. Ci siamo, come al solito, divertiti. Ska, ska, ska, ska, ska......
Alberto Nobili


8 ottobre 2000 → Jack Black (USA) - Hellsuckers (Francia)

Il "nostro" piccolo spazio alternativo nel nostro buco di provincia riapre i battenti, ed i "soliti" 150 aficionados si riaffacciano vogliosi di ascoltare buona musica. Non rimangono delusi dal "classico" r'n'r-punk a manetta espresso dai francesi Hellsuckers (con tanto di contrabbasso), e da quello più classico e convincente, anche se sempre rumoroso, del trio Jack Black legato, e molto, alle proprie radici americane, come dimostra una deflagrante cover di Chuck Berry. Anche se il pubblico è rimasto un po' troppo freddo e distante, anche fisicamente, musicalmente come inizio di stagione non c'è davvero male.
Alberto Nobili


14 ottobre 2000 → Dixie Buzard (Svezia) - King Louie one man band (USA)

In piena emergenza alluvione "piove" a Verbania una band sgangherata e sbracata, assurda, incasinata, "volutamente" (o forse no) incapace di suonare, una band svedese di punkblues marcio e sempre sull'orlo del collasso; i Dixie Buzard mi piacciono perché sono dei veri loser, che ridanno al suonare in una band rock quel senso di precarietà e fottuta anarchia che un po' mi affascina. Ancora più assurda e da vero loser (e perciò convincente) è stata l'esibizione solista con chitarra, cassa e arnesi vari di King Louie che in 50 minuti urla, spacca i timpani, maltratta la sua chitarra elettrica, e scarnifica il blues rendendolo morboso e dannatamente incendiario. "Solo" per la cronaca: il 90% del non molto pubblico presente credo che abbia ritenuto di assistere ad uno dei peggiori concerti della sua vita, da parte di veri cialtroni. Questione di gusti: a me i cialtroni che fanno musica quasi sempre piacciono.
Alberto Nobili


4 novembre 2000 → Klasse Kriminale - Sick Dogs

I KK ci credono. E noi del Perché No? (insieme a più di 200 kids presenti) ci crediamo. Crediamo che "I ragazzi sono innocenti!", crediamo al "voglio correre insieme a voi" crediamo a "OI! Fatti una risata", crediamo ai "politicanti tutti uguali" (santa incoerenza !!!), crediamo a questi strepitosi piccoli-grandi inni di punk-street che la band di Ballestrino, di questo piccolo-grande portuale savonese, ogni volta ci grida. Inni di una coerenza senza tempo ma sempre attuali, ricchi di quel pathos e di quella forza emotiva che ti costringe a "partecipare" da protagonista al concerto e non semplicemente a vederlo da spettatore. I Klasse Kriminale sono qualcosa in più di una semplice band di Oi o punk. "Ci incontreremo ancora un giorno", questo è certo.
Alberto Nobili


18 novembre 2000 → Rollercoaster - Eggs

Si continuano a macinare ottimi appuntamenti live al Perché No? supportati da quasi duecento ragazzi/e presenti. Gli Eggs sono miei compaesani (from Omegna... California), un quartetto di "veri" mod, con tanto di vestiti "giusti" e strumentazione "d'epoca" intenti, con vera perizia tecnica e luccicante attitudine, a proporre focose e divertenti covers di pezzi (soprattutto minori) di importanti band degli anni '60 in chiave beat e appunto mod: un vero divertimento. A seguire, attesi dal sottoscritto con la giusta curiosità dopo il loro piccolo gioiellino su vinile edito qualche mese fa, il trio dei Rollercoaster raccoglie una vero e proprio generale consenso. Il loro rock'n'roll sonico che arriva dai '60 e si scontra con il garage e la psichedelia assume forme e contenuti più massicci e robusti, con canzoni in continua tensione emotiva che sembrano viaggiare senza fine su vorticose montagne russe. Strepitosi i 10 minuti finali di un pezzo dai forti sapori stoner che spacca l'anima e le coronarie. Maledettamente convincenti i Rollercoaster hanno dato altro lustro agli assi del piccolo palco del Perché No?.
Alberto Nobili


2 dicembre 2000 → 3 Minute Movie (Giappone) - Miles Apart

Gli amici di Pesaro ritornano per l'ennesima volta (la quinta?) al Perché No?, affollato come sempre, la prima con la nuova band dopo lo scioglimento degli Eversor. Lele e Marco, più il nuovo batterista, dimostrano semplicemente come una "piccola" band di musica rock possa regalare grandi emozioni. Le nuove canzoni (tratte dal loro ultimo disco) viaggiano nello stesso solco ovviamente tracciato dagli Eversor forse, ma è solo un forse, con una attitudine melodica ancora più accentuata e la solita grande capacità di coinvolgere: come scrivo sempre, una delle migliori band italiane. Ad aprire la serata ci hanno pensato cinque simpatici ragazzi del sol levante con gli occhi a mandorla. Sempre emo core lo stile, altrettanto buono il risultato.
Alberto Nobili


23 dicembre 2000 e 13 gennaio 2001 → Wood - C9 - Stereoracers - Margot

In un paio di date a "casa nostra" si esibiscono alcune band della nostra "rinomata" zona. I Wood sono tra le migliori posthardcore band italiane ed il loro live lo dimostra in pieno attraverso un suono oramai riconoscibile e compatto; i C9 invece sono all'ultimo live al Perché No? visto lo scioglimento in febbraio, un vero peccato perché la loro giovane età ed il loro crossover infuocato avrebbero potuto dar loro molte soddisfazioni; gli Stereoracers convincono di più rispetto al passato grazie ad un suono più robusto e ad una nuove voce più consona al genere per un risultato finale che permette loro di divertire con il loro melodico punk rock; infine i giovani Margot da Borgomanero al loro esordio sulle assi verbanesi, con una new wawe che deve molto agli U2 primi anni '80, forse un po' troppo scontata e derivata.
Alberto Nobili


20 gennaio 2001 → Julie's Haircut - Boldoz Dogs

230 paganti per un Perché No? pieno all'inverosimile sono la prova di quanto i Julie's Haircut abbiano lasciato il segno l'anno prima. Ovviamente non si smentiscono ed il loro noisepowerpop ancora una volta arriva al bersaglio. Pogo dall'inizio alla fine, canzoni cantate anche dal pubblico, sano delirio e divertimento sono il corollario a più di un'ora d'intenso show nel quale ha fatto comparsa anche qualche nuovo brano del disco in uscita ad aprile 2001. Insomma una delle più belle realtà italiane della nostra musica preferita. Degni partner della serata sono stati i novaresi Boldoz Dogs, anche loro apprezzatissimi con il loro intenso emo-core, tecnicamente ben suonato e ricco di buone, ed a volte ottime, canzoni. Gran bella serata.
Alberto Nobili


10 febbraio 2001 → Cut - Scanferlato

C'è un bel pienone anche in questa serata, quasi duecento persone. Deludono gli Scanferlato che non traducono in fatti le belle impressioni avute dal loro mini-cd, recensito dal sottoscritto alla grande sullo scorso numero della fanza. Con i CUT invece non si scherza, la band è affiata e si sente, il loro suono compatto e davvero duro, la presenza scenica c'è e si avvale anche dell'avvenenza della loro cantante, insomma tutti gli ingredienti sono al loro posto. Il concerto non dà tregua dall'inizio alla fine e nonostante un pubblico un po' disattento, la band non si risparmia lasciando alla fine tutti sicuri di aver visto al Perché No? un'altra band di alto livello.
Alberto Nobili


17 febbraio 2001 → Ufomammut - Quinto Livello

Ancora sotto i postumi della mia cena di compleanno il giorno prima, ci pensa una serata "pesante" ed altra birra a mandarmi definitivamente KO. Gli amici dei Quinto Livello sostituiscono all'ultimo minuto i That's All Folks, e lo fanno con una mezz'ora di robusto e vigoroso classico hardcore, anche se un tantino scontato e troppo uguale a se stesso. Gli Ufomammut sorprendono invece con un'ora di stoner magmatico e psichedelico ad alta intensità. Nonostante non diano il massimo (s'intravede un po' di scazzo anche per i suoni che non li soddisfano), lasciano davvero un ottima impressione per il loro sound granitico, fatto di pezzi convincenti e massicci ma mai noiosi o prevedibili. Una prova convincente.
Alberto Nobili

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