Anni '90

Questo non è l'elenco di tutte le date fatte tra il 1996 e il 1999. Sono solo alcune. Purtroppo non avendo in quegli anni il sito e persi volantini o altri appunti questo elenco è assolutamente parziale (se qualcuno si ricorda qualcosa si metta in contatto con noi.. e ci aiuti a ricostruire le date mancanti).


ottobre-dicembre 1996 → Allarme Rosso - Soul Juice - Perforza - Chronic Murmur - OIL

Arriva il freddo e la scena musicale del VCO entra nella fase calda, il che vuol dire che i locali aprono alla musica e i gruppi della zona finalmente trovano spazio; accade così che riescano ad alternarsi tutti i gruppi vecchi e nuovi della nostra provincia con qualche piacevole conferma. Noi di WolverNight, stacanovisti del rock'n'roll li abbiamo visti tutti e ve ne diamo qui un riassunto con l'eccezione dei Changin Men ed STP, recensiti da Alberto in altra parte della fanza, non ho capito se per diritto di anzianità (di Alberto o dei gruppi?) o per raccomandazione (stesso quesito di prima). Abbiamo comunque visto gli ALLARME ROSSO, nuovo gruppo di ANDREA PAOLI che con alcuni compari 'ncazzati duri fanno un buon Hard Core NY di stampo non nuovissimo ma certamente positivo, da non perdere le contorsioni di un Teschio sudatissimo e sempre più tatuato. Nuovi anche i SOUL JUICE, molto più tranquilli e melodici degli Allarme, il loro è un pop-punk non privo di spunti originali, non a caso fra molti brani tutti loro eseguono una cover dei MR T EXPERIENCE, gruppo al quale si avvicinano per lo spirito leggero ma non banale. Anche i CRONICMURMUR, nome omaggio ai REM, sono di recente formazione, la loro musica è difficilmente catalogabile, a me ricorda certa NewWave dei primi anni 80, comunque il gruppo mi sembra ancora in fase di rodaggio e li attendiamo ai prossimi concerti per dei progressi che sono sicuramente alla loro portata. Gli OIL ci sono sfuggiti, ma dopo aver visto Mauri divertirsi come un pazzo in qualità di ospite nell'esibizione dei Soul Juice, non dubito che il loro sia stato il solito show ricco di potenza post hard core. (Questo giudizio non può che essere superconfermato, visto che stavolta non ci siamo persi la loro successiva esibizione di inizio anno al Waco's di Lesa. Gli OIL sono cresciuti e senza remora alcuna posso dire che sono il miglior gruppo rock che io conosco tra quelli della nostra provincia grazie ad un suono davvero articolato e mai banale capace di unire potenza, intensità e ottime canzoni, cariche di un ritmo difficile da dimenticare................. e tra l'altro continuano a migliorare, anche a livello compositivo, come confermano un paio di pezzi in inglesi nuovi e dai risvolti melodici post-hardcore davvero belli e intensi........NDR - Alberto Nobili) Dei PERFORZA devo stare attento a come ne parlo per non essere accusato di favoritismo, comunque il trio HC melodico è ora un quartetto grazie all'ingresso di MAURO, già dei SILENT NOISE, alla chitarra; i Xforza hanno già suonato in tutti e tre i locali sopracitati, per cui probabilmente il prossimo concerto lo terranno sotto ad un ponte; ad ogni modo dopo un concerto non esaltante al Waco's si sono rifatti nelle altre due date presentando anche qualche nuovo brano. Al Perché no? c'erano persino alcune fan che sapevano a memoria le parole di Crisi e Il tempo corre. Prima dei PerForza al Whynot? si è esibito un gruppo di nuovissima formazione, di cui non conosciamo il nome (vorrai dire che tu non lo conosci.... noi sappiamo anche i nomi delle ragazze dei componenti della band!!!!!-ndr) e suggeriamo LE COPERTE PUNK; solo cover infatti del loro divertente spettacolo che dopo brani di BAD RELIGION e OFFSPRINGS hanno chiuso con un rifacimento in chiave punk di Ricominciamo di PAPPALARDO, folta la presenza di amici e parenti. Questo è tutto per la scena locale, appuntamento al prossimo numero per aggiornamenti.
Michele Griggi


23 novembre 1996 → STP - Changin Men

C'è STEFANO che a gambe divaricate e inchiodate al palco macina i suoi riff di chitarra, c'è LUCA alla voce che si dimena e contorce come suo solito (non so perché ma mi da l'impressione che da un momento all'altro potrebbe gridare "ho visto la luce".........), c'è il basso di OTTINO che si "sente", eccome, e c'è la batteria di ROBERTO che picchia....... e cioè 50 minuti di adrenalinico e divertente punk-rock degli STP, seguiti a ruota dai fratelli, versione "garage", CHANGIN MEN (niente male...) dell'inossidabile Feltrin (che suona ormai da un paio di lustri e più)....... .......e poi ........c'è un sano ballo "gestito" come al solito da un vecchio del mestiere come LORENZO "POGO-MAN" MARGADONNA"...... c'è il FERRONI E "SIGNORA" , c'è LAURA che deve dirmi cosa fare a Londra a Capodanno (tanto per ricordarvelo.....) c'è il TESCHIO nella classica e a lui cara versione Hardcore "old-school '80", c'è VERA che sopporta (ma come fa...) POL dietro al bancone del bar (.... e Pol dietro al bancone a servire alcolici e non a berseli mi da una bella sensazione), c'è MICHELE che sulla panca è come al solito immobile nonostante lo scorrere di canzoni che farebbero ballare anche Ironside, c'è ALESSIO-RED-MICHAEL STIPE, c'è los Mauricios, c'è il SAVERIO che chiede le tremilalire all'entrata (probabilmente si piazza li per vedere tutte le ragazzine che entrano....), ci sono quasi tutti i ragazzi delle altre band della zona e dintorni, c'è CELLO "sano", c'è il MATTEO"SHELTER"PIANA e suo cugino cui ho registrato la cassetta dei Downset e mi ha detto che hanno un tiro della madonna, c'è poi quella ragazzina che non so chi è - come si chiama - very nice - (niente pensieri cattivi Nobili, lei ha diciotto anni tu trenta e quindi pensa ad altro....) poi tutti quelli che voi e io sappiamo.....e un casino di giovanissimi che non ho mai visto..... (.....mancava MACY, vabbé sai che novità.........). Morale di tutto ciò ??????? e che cazzo ne so!!!!!!!!!!!!!!!!! Live at "Why Not?" yeahhhh...............................
Alberto Nobili

 

12 gennaio 1997 → Punkina - ProJoint

Serata davvero triste al perché No? Se il punk dovrebbe divertire e "incazzare", questa serata ha fatto ammosciare tutti i presenti (a parte i "familiari" delle band in questione). Vabbé che il PUNK dovrebbe essere solo irruenza, velocità, energia ecc.; ma alla serata oltre alla mancanza di questi elementi è venuto meno anche quel minimo di capacità tecniche che dovrebbe essere alla base di qualsiasi esibizione. Certo ha influito un'amplificazione "scarsa" e una cura dei suoni che ha penalizzato (cioè non si sentivano ) basso e chitarra, ma i due gruppi hanno messo (in negativo) molto del loro. Non che non si possano intravedere anche cose positive (in fondo i Projoint sono giovanissimi e alle loro prime esibizioni), ma bisogna anche avere la voglia di passare molte (molte) altre ore in sala prove prima di ritornare ancora ad esibirsi.
P.S.: Ok, anche SID VICIOUS l'aveva....... ma quella maglietta del cantante dei PUNKINA con la svastica nazista davvero era fuori luogo e di troppo (oltre che di pessimo gusto). Forse (forse....) nel '77 aveva qualche senso (??) oggi fa solo incazzare.......
Alberto Nobili


1997 → Shandon

Autori di un cd che stenta a vedere la luce a quasi un anno dal suo annuncio, ritornano dopo qualche luna gli shandon al perché no? E allietano la serata con il loro ska punk genuino e festoso. Il loro spettacolo è arricchito da una sezione fiati che, sebbene all'inizio appaia un poco spompata, una volta ingranata la quinta si rivela il punto di forza del gruppo. La scaletta scivola via presentando molti brani allegri e ben fatti con qualche piccolo cedimento che gli perdoniamo volentieri, i brani migliori sono certamente quelli più in linea con l'ispirazione ska che contraddistingue la band e nei quali ha maggior spazio la sezione fiati. Bene ha fatto chi si è soffermato nel celebre scantinato in questa serata, peccato che non li si sia potuti intervistare, ma l'apparizione preconcerto del Macydirecteur, poi volatilizzatosi ha mandato in tilt il registratore, tolto energie all'Alberto e zittito il vostro logorroico cronista (great balls on fire!), siamo comunque certi che non perderemo la prossima occasione, forse.
Michele Griggi


febbraio 1997 → Eversor

Se qualche dubbio poteva sussistere, come sempre, la prova live serve a chiarire. E siccome i dubbi in partenza erano pochi, dopo la riprova sulle assi del Perché No? la loro quotazione sul mio personalissimo cartellino è ulteriormente salita. Tecnicamente sono tutti davvero bravi, sicuramente Marco e Valentino nella precisa e dinamica sezione ritmica, anche se il plauso più grande va a Lele, che con una voce davvero convincente e la sua (unica) chitarra sostiene e da colore alle canzoni. Stupiscono, insieme, per come la freschezza delle canzoni emerga in maniera diretta e senza sbavature, per come il calore dei pezzi su disco si arricchisca ulteriormente, per la ricerca melodica che non viene mai meno a dispetto di una carica emotiva più evidente. Insieme agli Stunt Plastick Park della prima volta, il mio live preferito sulle assi del Circolo.
Alberto Nobili


22 febbraio 1997 → Ragadi

I RAGADI sono una buona hardcore band , divertente, eccessivamente divertente; canzoni concise, compatte e potenti, più dure rispetto all'ottimo demo WE'RE JUST A FUCKING RAGADI - POW (per info... CESANA CRISTIANO Tel. 039/674278) ed i soliti problemi di acustica (non si sentivano le voci) lasciano un po' l'amaro in bocca. Animalismo militante ed una stretta parentela con PUNKREAS e SHANDON le cose che risaltano maggiormente, poi le canzoni BRAVO e A SKAN TROPOI, gli occhiali di uno dei cantanti e le magliette RAGADI-BRIANSA. Sono veramente spiacente per i ragazzi che hanno fatto da spalla ai RAGADI, ma musicalmente non c'entravano niente e comunque lontani dal mio "gusto", poi però sono giovani ed alle prime esperienze, speriamo nelle prossime uscite. P.S.: Pogo discreto(alcuni giovani dovrebbero prendere lezione da LORY"POGOMAN" ed abbassare i gomiti) e latitanza delle alte sfere di WOLVERNIGHT.
Marco Massarelli


5 aprile 1997 → StuntPlasticPark (prima versione)

La fortunata stagione musicale del Perché no? prosegue con una combinazione divertente e vincente, ci sono infatti i PerForza ad aprire per i milanesi Stuntplasticpark. I perforza propongono un buon numero delle loro canzoni infarcite con le ormai classiche cover di Dag Nasty e Shelter, presentando anche un brano nuovo intitolato Ottobre. L'impressione è che il gruppo stia cercando di crescere cercando qualche soluzione musicale più complessa e migliorando le parti vocali; le canzoni più "vecchie" hanno reso molto bene, quelle nuove hanno bisogno di più rodaggio, ma le prospettive per il futuro (si vocifera di un cd autoprodotto a fine anno) sono più che buone. Gli Stuntplasticpark sono stati invece una lietissima sorpresa, un potentissimo punk rock fra Ignite e Down by law, melodia e velocità e soprattutto grande capacità di coinvolgere il pubblico, tra l'altro il sottoscritto è stato costretto a fare stagediving da un gruppetto di facinorosi ossolani guidati dal capo storico Ferroni e da pogoman Lorenzo. I punkers milanesi hanno proposto una sequenza di ottime canzoni, ben sei delle quali si possono ascoltare nel loro 7" , dischetto vinilico molto divertente, ben suonato e ben registrato con la giusta energia e poi con la copertina più bella del secolo rappresentanti un pogo pazzesco con tutti i Supereroi della Marvel e sul palco una band formata da Wolverine alla chitarra, la Cosa alla batteria, la Torcia umana seconda chitarra e Mister Fantastic al basso e voce, richiedete il disco, che costa 5000 lire a Havin' a spazz c/o Luca Cattauzza, via Martiri di cefalonia 47 20097 San Donato Milano.
Michele Griggi


5 aprile 1997 → StuntPlasticPark (seconda versione)

Tocca agli ormai notissimi (nel verbanese) Perforza aprire la serata, il gruppo sembra aver finalmente trovato la giusta combinazione tra Punk e Hardcore. Sento un paio di pezzi che per me sono nuovi e decisamente migliori dei precedenti come anche la loro prestazione live. Ma la serata ci riserva una grossa sorpresa: i milanesi Stuntplastickpark, a detta di molti il miglior gruppo che si sia esibito al Perché No? In questa stagione. Subito dalle prime note suonate, il coinvolgimento del pubblico è totale, il pogo quello delle grandi occasioni. Il gruppo da il meglio di se, tanto che uno dei due chitarristi rompendo due corde è costretto a farsi prestare la chitarra di Saverio (dei Perforza), e appare visibilmente soddisfatto: "Grazie, non sappiamo davvero come ringraziarvi" sono le parole di Andrea, cantante e bassista. Li rivedremo sicuramente al Perché No? La prossima stagione!!!!
Alessio Osculati


18 ottobre 1997 → Impossibili - Soul Juice

Riprendono le serate al Perché No?, e tutto è come prima: la gente solita e non che c'è (che è anche felice di trovarsi in questo spazio al di fuori delle solite serate al pub), la gente solita che non c'è (vero Macy??), il fumo che fa piangere gli occhi, tanta (neanche troppa) birra, Saverio che "controlla all'entrata, il Pol, Vera, Luisella, Mr Fresta, dietro il bancone, e ovviamente della sana musica rock sul palco (...vabbhheeee ...palco... quelle quattro assi inchiodate). Ad inaugurare la stagione i Soul Juice che si presentano con la batteria bardata di un foglietto con la scritta, "simpatica e goliardica" nelle intenzioni, "Luca Frazzi is an asshole"...ehm...ehm... (per chi volesse capire legga la recensione del Demo dei S.J. sul numero di Rumore di Ottobre a cura... appunto... di Luca Frazzi). Detti di questo spunto di cronaca nera giornalistica, i Soul Juice, senza Edi alla chitarra (impegnato al matrimonio della sorella con tanto di vestito Armani - è vero !!!!!!), si concedono per circa 40 minuti, riproponendo con buona grinta e omogeneità il loro power-pop-punk, fatto di buone melodie e canzoni che sanno prendere e divertire. Il pubblico apprezza, partecipa e applaude ed il sottoscritto pure!!!! Meno partecipazione hanno ispirato i milanesi Impossibili, autori di un punk melodico e veloce alla Queers. Troppo uguali e monotone le canzoni e dopo mezz'ora tutti erano un po' stufi e annoiati, in attesa della fine dell'esibizione. Ed infatti ben 50 minuti dopo i nostri lasciano il "palco" di fronte ai pochi che hanno retto. W i MANOWAR...... !!!!!!!!!!
Alberto Nobili


1 novembre 1997 → Linea 77 - Typhoon

I Linea 77 sono bravi, picchiano duro e il loro metal-core-rap ha davvero qualcosa in più rispetto alla media dei gruppi apparsi al Perché No? Me ne ero perfino accorto (ehi..... qualche volta ci azzecco anch'io) recensendo il loro demo più di un anno fa. Solo un piccolo problema: hanno suonato solo 33 minuti. Perché?????? Sono già "arrivati" e scazzati per andare a suonare in giro per il mondo (arrivano da Torino)? Sono demotivati, una sera storta, il pubblico provincialotto (ma numeroso) di Verbania non è all'altezza o quant'altro????...... non me ne frega più di tanto ma per suonare 33 minuti potevano benissimo starsene a caso loro........Il Perché No? avrebbe dato le 400.ooo mila (o giù di lì) ad un altro gruppo con voglia di suonare quantomeno!!! Comunque sia, musicalmente sono bravi, e molto. Per i Typhoon di Mauro Dallapina e compagni il giudizio non è dei più lusinghieri: senza giri di parole appare evidente che il gruppo ancora non ha una direzione certa, e pur ammirando la scelta di proporre del materiale di non facile ascolto, le canzoni si perdono e si svuotano senza dimostrare grande consistenza, e la band appare abbastanza disunita. C'è ancora molto da lavorare.
Alberto Nobili


dicembre 1997-gennaio 1998 → StuntPlasticPark - Shandon - Implosion

Tre nomi per capire come alcuni tra i più interessanti gruppi rock emergenti della nostra penisola stanno passando dalla cantina più "alternativa" del VCO (e non solo), aumentando e di molto la qualità delle proposte ascoltate. (Perché No?, è sempre bene ricordarlo, che è una associazione di volontariato, che non ha scopi di LUCRO !!!!!! e mi pare che l tremilalire all'entrata stiano a dimostrarlo).) Gli StuntPlasticPark ad esempio (già passati dal "palco" del PN?) ancora una volta hanno fatto capire che il loro classico punk incazzato e furente, e con grandi slanci melodici, ha davvero pochi eguali in giro. Suoni duri, compatti, per una band che conquista e alza a livelli pericolosi il pogo nel locale. Semplicemente bravi e ovviamente s'impone l'acquisto della loro bella maglietta blu elettrico. Per gli Shandon addirittura è un mezzo delirio, perché al loro ska-punk con tanto di sezioni fiati è difficile scappare anche per chi non li ha mai ascoltati. Sono maturati e migliorati profondamente dalle esibizioni passate, anche di spalla a gente come i Rancid, e il loro suono ti prende e t'impone di ballare: ed è così anche per i più "vecchi" del locale (uno per tutti il mito FERRONI GIORGIO) che senza vergogna si lasciano rimbalzare sulle note di brani che entusiasmano e divertono. Gli Implosion invece sono hardcore 100%, cattivo ed incazzato scuola Turmoil ed EarthCrisis, e quindi (anche se per poco più di mezzora !?), chitarre granitiche, voce lancinante e sezione ritmica che spacca. Ma ovviamente se i cliché sono gli stessi per qualunque gruppo hardcore del genere, loro convincono per l'impatto davvero robusto ma al contempo dinamico. Bravi. Che altro dire se non che al Perché No? "...scarpe rotte e pur bisogna andar(ci)...".
Alberto Nobili


ottobre 1998 → Wood - Blithe - C9

Ci sono serate destinare a rimanere a lungo nei cuori. Questa è stata una di quelle. Vedere oltre 200 ragazzi/e della nostra zona arrivare e riempire ogni buco del nostro circolo è stato davvero una gran bella sensazione. Come grande è stata la partecipazione dall'inizio alla fine, con i kids (e i vecchiacci come il sottoscritto e gli altri dell'associazione "Perché No?",) incollati a ciò che accadeva sul "palco" dall'inizio alla fine, per seguire le evoluzioni delle band, a testimonianza di una unione non scontata e superficiale. Un legame che passa dai "veterani" Wood, il cui show è davvero in grado quasi sempre di esaltare e di rimanere sempre ad alti livelli, ai più giovani Blithe e C9. I Wood sono rimasti in 4, ed alla voce si è fatto avanti Maurizio, assolutamente convincente, insieme alla sezione ritmica precisa nel lanciare le chitarre dello stesso mauri e di un Pogio "gridatore" nei cori dei pezzi più duri. I Blithe sono il progetto in cui Saverio ha riposto il suo sforzo dopo l'uscita dai Wood, e in attesa di sentire i risultati delle prime registrazioni in studio, ci "accontentiamo" di una esibizione felice che mette in risalto la loro verve meno dura, vicina ad un emocore robusto e sincero, mentre i C9 sempre in costante crescita concerto dopo concerto, sfoderano un crossover incazzato e potente sorretto da una voce femminile davvero energica e vigorosa. Ma, appunto, al di la delle tre ottime prove, rimane il "gusto" di una serata carica di energia, perfetta, in grado, da sola, di soddisfare e motivare ampiamente il mio(come credo per gli altri) sforzo per mantenere in vita l'associazione e il circolo. Una bellissima serata al "Perché No?". Peccato per chi non c'era.
Alberto Nobili


maggio 1999 → The Chubbies (USA)

Ci sono serate che assumono un significato talmente maggiore rispetto ai singoli valori che le compongono da lasciare stupiti e felici. Ed i singoli valori di questo sabato sera sono stati una cantina chiamata "Perché No?", piccola e accogliente, che da qualche anno organizza concerti alternativi, due ragazze americane con chitarra e batteria, ed un pubblico di 150 anime caldo e partecipe. Tre elementi che accomunati da un additivo chiamato rock'n'roll, hanno prodotto una sommatoria incredibilmente travolgente. Le Chubbies sono due ragazze americane con alle spalle già qualche disco, che se ne vanno in giro per l'Europa da sole con un furgoncino scassato, a portare il loro credo musicale, formato da un semplice e diretto college-rock americano, rumoroso, divertente, spensierato e dannatamente travolgente. Non si spiegherebbe infatti il successo della serata, che spinge ragazzi e ragazze (molte quest'ultime) a pogare ininterrottamente per l'ora e più di durata del concerto, basato su pezzi che non durano più di tre minuti e mezzo e che, pur mai ascoltati, ti contagiano con la loro immediatezza melodica. Neppure una strumentazione ridotta all'osso, senza basso per giunta, lascia perplessità: il suono che ne esce è essenziale, completo, ricco di grinta al punto giusto e sorretto da una voce diretta ed accattivante. Finisce con il pubblico stanco e sudato, ma dannatamente appagato, con le ragazze della band strafelici per aver divertito ed essersi divertite alla grande e come non mai nelle loro serate italiane, tanti autografi firmati, Cd e T-shirt venduti alla grande, tanti complimenti reciproci e tanta, tanta allegria nei cuori. Una serata "piccola", ma perfetta.
Alberto Nobili

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