
indie rock
2000
2003
Karim / voce e chitarra
Alberto / chitarra
Mino / batteria
Fruvaz / basso
Fotografei Voce Na Minha Rolleyflex / Fosbury Records / 2003 / CD
I concerti non ce li ricordiamo però suonavamo molto low-fi
dal sito Rockit 11/02/2003
Avevo già scritto questa recensione diversi mesi fa, quando "Fotografei voce na minha rolleyflex" (sotto forma di demo) mi era stato consegnato - brevi manu - da uno dei componenti della band. Ma di fatto, pur cambiando la forma, il dischetto confezionato dai Paul+Paula - i cui componenti, a dispetto di quanto lasci supporre l'intestazione, si contano in 4 unità - si rivela una piacevolissima sorpresa. La sostanza di cui si nutre è semplice ma gustoso indie-rock, con forti richiami a sonorità tipiche di band come Deus, Soulwax, Pavement e via dicendo. Una formula, perciò, che guarda soprattutto oltreconfine, ma che avrebbe pouto tranquillamente trovar posto fra i cataloghi di etichette come Homesleep, GammaPop, Urtovox, Suiteside e, non ultima, Fosbury rec. (appunto!). Ciò non toglie che Paul+Paula potrebbe in futuro essere anche un nuovo nome di Rough Trade, tanto per dire non solo di una label estera, ma anche delle affinità stilistiche che questa formazione di Verbania condivide(rebbe) con i nomi storici della casa inglese.
Il contenuto promette benissimo, con 11 tracce che fanno spesso dell'obliquità la prerogativa fondamentale, assieme ad una ricerca sui suoni che ci sembra figlia di tutto quel background elencato fino a qualche riga fa. Troverete perciò molte sfuriate elettriche (dalla quasi iniziale "Julie's got a heartquake", alla chiusura di "The state you put me in", passando per "Como a cura" e "Backseat (a fake)") e ballate di stampo radioheadiano ("Vanity deserves me", "Approximate to one inch your way to lose control"), con in mezzo curiose mini-song che non vanno mai oltre il minuto e mezzo ma che non hanno certo l'apparenza di essere dei riempitivi.
Nel complesso il risultato finale è eccellente, considerando che lo 'status' artistico (e produttivo) del cd è nettamente superiore ai mezzi a disposizione. Un nome, quello di Paul+Paula, da segnare sul taccuino delle sorprese piacevoli di questo 2003 in attesa poi di veder licenziato il loro prossimo lavoro (anche) da una delle tante indipendenti estere dalle quali i Nostri attingono a piene mani.
Faustiko Faustiko
Drive magazine - sito -
Torna la attivissima Fosbury Records con questa band che propone un cd dal titolo impronunciabile, mamma mia, ma la musica scorre via senza intoppi addentrandosi in un rock intelligente anche se non necessariamente innovativo.
Si tratta di una collezione di songs semplici e accattivanti, giocate sulle chitarre elettriche e dalla struttura non elaborata. A volte, come in Vanity deserves me, lo stile grunge viene esaltato e la canzone è eccitante. The state you put me in è burrascosa e prelude a una tempesta, una confessione cantata come uno sciamano dinanzi a un deserto oscuro, Backseat è, invece, più glam e ballabile, una stuzzicante melodia yo-yo da college di yuppies alternativi. Uma Outra Maneira Para Fazer è uno scherzetto senza capo ne coda, forse questi piccoli esperimenti devono essere studiati e più approfonditi e non buttati li al caso.
Per il resto il disco è un po’ breve per introdursi nelle loro coordinate ma le prove future sapranno indicarci quale è l’approdo verso il quale attraccheranno i Paul + Paula.
Ancora molto interessante è Como a cura che intreccia benissimo il suono di band come Zumpano con la primigenia ingenuità acerba dei Cure di Three Imaginary Boys. Uma a curta è più decadente , una sorta di Roxy Music che hanno ridotto all’osso le complicate strutture strumentali, ma nell’essenzialità la meta la si raggiunge comunque.
Pregevoli ma leggermente inferiori ai colleghi ES.
Kalporz - sito -
Come ci rivelano le note della Fosbury, Paul+Paula sono quattro ragazzi di Verbania che amano il portoghese, e per questo hanno deciso di chiamare il loro esordio col bizzarro titolo "Fotografei Voce na Minha Rolleyflex", cantano in inglese e suonano canzoni sghembe. Nel senso che i brani non finiscono mai come ti aspetti e anche quando le cose sembrano filare lisce c'è sempre qualche piccolo dettaglio che ti sorprende.
L'aspetto migliore è che i pezzi sono davvero incantevoli, schegge taglienti in bassa fedeltà da cui emergono melodie deliziose. I riferimenti sono al meglio del rock indipendente americano, ai primi Pavement, ai Sonic Youth più melodici, ai Built To Spill e ai Pixies. Prendete i due minuti micidiali che portano il titolo di "Julie’s got a heartquake", il ritmo indolente e quasi sognante di "Vanity deserves me", o ancora le chitarre aspre della deliziosa "Backseat (a fake)". Piccoli esempi di quello che Paul+Paula riescono a creare, brani ruvidi, irregolari, eppure incantevoli, che dal caos fanno emergere melodie irresistibili.
In mezzo ci sono anche brevissimi intermezzi strumentali dai titoli improbabili, "Uma outra maneira para fazer (eletronica uma megaçao)" o ".", ma anche momenti più articolati. Le code rumoristiche di "Approximate to one inch your way to lose control", in cui spunta il flicorno soprano di Gomez Piruzi, e della conclusiva "The state you put me in...Fotografei Voce na Minha Rolleyflex" costruiscono trame più complesse senza perdere un grammo di urgenza espressiva.
Un disco che trasmette entusiasmo e voglia di suonare. Un grande esordio.
Succoacido - sito
Questi qui vorrei stroncarli perché ci ho messo 22 minuti a scrivere il titolo, anzi colgo l'occasione per invitare tutte le band ad esordire con il classico "s/t". La Fosbury è un'ottima etichetta, ho l'impressione che sia gente che lavora con passione, senza fronzoli e fanfaronate auto-celebrative. Lo dimostra il fatto che a parte i terrificanti Valentina Dorme hanno pubblicato l'ottimo nuovo ES e questo disco che è più che godibile. Fotografei...suona davvero bene, è vitale, vario, divertente, ci sono inaspettate aperture psichedeliche, rallentamenti, una voce psicotica come quella del nostro amato David Byrne, una gran bella scrittura delle canzoni che unisce certa wave (talking heads, devo) al meglio degli anni 90 o 00 (Radiohead). "aPProximate to one inch your way to lose control" (allora è un vizio quello della lunghezza) ha una melodia bellissima e un cantato a cuore aperto, polmoni spalancati, come una invocazione, come un urlo fatto perché serva a qualcosa, a risvegliare le coscienze, a far star bene la gente, non so. Bravi, promossi!
Kronic - sito
Titolo bizzarro per nuova produzione targata Fosbury Records che per la prima volta (compilation esclusa) realizza un disco interamente non in lingua italiana.
I Paul + Paula vengono da Verbania e presentano un indie rock molto fresco e divertente, con un`attitudine "all`americana" ed un estro che li porta a non riuscire mai a stare "fermi" per più di qualche secondo senza avvertire l`esigenza di inserire un nuovo cambio di ritmo.
I pezzi risultano nella maggior parte dei casi brevi, basati su semplici intrecci di chitarre, basso e batteria, con sonorità rock condite da ritornelli che entrano facilmente in testa. Per farsi un`idea di quello che i P+P possono valere, basta ascoltare "Approximate to no one inch your way to lose control" (fare un titolo più facile no???) che parte lento ma si arricchisce di un ritornello trascinante che esplode all`improvviso e nel finale si prolunga in una bella coda noisy con qualche inserto di flicorno. Ma anche gli altri pezzi non sono da meno, a partire dall`orecchiabilissima "Julie`s got a heartquake" fino alla psichedelica "Cardiac affair" o alla conclusiva "The state you put me in..." con i suoi intermezzi sonici, senza dimenticare la freschezza delle due voci di "Como a cura" o i momenti strumentali in cui i P+P si concedono qualche grammo di sperimentazione.
In 11 tracce questi ragazzi giocano ad esplorare l`indie-rock in tutte le sue sfumature realizzando un cd dal sound compatto al punto giusto e dalle ritmiche in continuo movimento.
Un lavoro molto divertente, che forse non inventerà niente di nuovo ma di certo si fa ascoltare con piacere, mostrando una freschezza comune a pochissimi altri, anche perché i P+P sembrano essere riusciti meglio di molti altri ad assimilare le sonorità made in usa ed a farle proprie. Insomma, se amate l`indie rock più orecchiabile di stampo americano, di certo non resterete delusi da questo disco dal titolo complicatissimo. Roberto Bonfanti