No Fuzz

Genere

Hard Rock / Punk

Anno di formazione

1990

Anno di scioglimento

1994

Biografia

I No Fuzz nascono nell'agosto del 1990 quando Mirko e Luca decidono che l'effimero progetto thrash metal da loro avviato qualche tempo prima è arrivato al capolinea.
L'arrivo di Pool ma soprattutto i nuovi suoni provenienti dagli USA invitano ad una nuova direzione musicale.
Mentre Mudhoney, Melvins e Rollins Band dettano il verbo, la band registra in presa diretta la prima demo. La cassetta è duplicata in un centinaio di copie e circola su tutto il territorio nazionale  destando qualche curiosità soprattutto grazie alla ruvidissima interpretazione in chiave punk di "Paint it black" dei Rolling Stones.
La scarsa determinazione del batterista Alberto ne determina l'allontanamento e trovato in Willy l'elemento giusto nel Maggio 1991 i No Fuzz incidono un ep con 4 nuovi brani. Il vinile stampato in 500 copie va presto esaurito.
La band intraprende una instancabile attività live che li porta un pò ovunque, suonando oltre 20 concerti in quella sola stagione estiva.
Dopo la pubblicazione di una demo live i No Fuzz vengono contattati per un ingaggio da una etichetta tedesca, ma la band rifiuta; confermato il sodalizio con l'etichetta indipendente Distorsioni Per La Sordità incide l'album "Inane..." che ottiene  ottimi riscostri dalla stampa specializzata e la distribuzione nazionale grazie alla Contempo di Firenze.
La renitenza alla leva costringe Willy ad un incivile periodo di detenzione e la band ad uno stop forzato per 6 mesi.
La partecipazione alla compilation "Attitudine mentale positiva" (Alligator, Der Todd e Marlene Kuntz tra gli altri) porta la band alla Panorama Records di Siena che promette loro la pubblicazione del nuovo LP "Every mushroom tales taste mouldy".
Nonostante 12 pezzi nuovi siano prontamente registrati ciò non avviene a causa di incomprensioni tra i due membri fondatori che portano la band allo scioglimento.
Dopo 13 anni (2006) quel nastro, reintitolato "Speedcrunchmegaboost", vede finalmente luce in una versione limitata in CD, grazie all'interessamento dell'etichetta italo-olandese Bigmud.
Se di Willy si perderanno presto le tracce, tutti gli altri componenti rimarrano attivi in ambito musicale. Mirko girerà l'Europa con i suoi Witche's Brew (stoner/blues band di Como) mentre Luca, dopo la breve esperienza con i verbanesi Hank, formerà il progetto avant-free Krankenkasse per poi diventare produttore discografico. Pool raggiungerà la fama nazionale con i punk-rockers Thee S.T.P.

Formazione

Mirko Zonca / chitarra
Luca Cerrato / voce
Paolo "Pool" Pretti / basso
Guglielmo "Willy" Fornara / batteria (dal 1991)
Alberto "Bingo" Deltaplano / batteria (1990)

Discografia

No Fuzz / omonimo / 1990 / autoprodotto / cassetta
Sickly chips in empty places / 1991 / Distorsioni Per La Sordità / 45giri
Sonic Image - Live in Arona / 1991 / autoprodotto / cassetta
Inane theories garble round of whole solutions / 1991 / Distorsioni Per La Sordità / LP
(AA.VV.) Attitudine mentale positiva vol.2 - Siamo ancora qui / 1992 / Panorama Records / LP
Every mushroom tales taste mouldy / 1993 / advance-tape per la Panorama Records / LP mai pubblicato
Speedcrunchmegaboost / 2006 / Bigmud / CD

Concerti

40 concerti fatti, fra cui:

1991
Bar Gulp / Pisano
Discoteca Sandokan / Gravellona Toce
Circolo Onirica / Parma
Centro Sociale Morion / Venezia
Centro Sociale Sobbalzo / Imperia
Centro Sociale Mefisto / Feltre
Centro Sociale Gramigna / Padova
Centro Sociale Stella Rossa / Bassano Del Grappa
Imbarcadero / Arona
Centro Sociale El Paso / Torino

1992
Pub La Cantinaccia / Ghemme
Centro Sociale / Verbania
Centro Sociale Gramigna / Padova
Centro Sociale I Murazzi / Torino
Club Magic Music Meeting / Milano

1993
Centro Sociale Forte Guercio / Alessandria
Circolo Perchè No? / Verbania
Club Ex / Verbania
Pub Corto Maltese / Asti
Discoteca Sandokan / Gravellona Toce
Centro Sociale El Paso / Torino
Centro Culturale / Lecco

My space www.myspace.com/thenofuzz


Recensioni

Urlo n°4 (fanzine) marzo 1991
NO FUZZ"Demotape"  (Autoproduzione) K7
I No Fuzz ci offrono la loro ferrea posizione in perfetto stile garage-punk.
L'oggetto in questione è la tape nuova, che delizia le nostre membra assopite con una cascata di suoni eccitanti. Ascoltando i No Fuzz la sensazione è unica, una sensazione già provata in precedenza con tante bands d'oltremanica, sensazione che fa sempre piacere rirpovare. Poeasia urbana semplice e grintosa,
chitarre pesanti stile Stooges, voce registrata leggermente bassa, ma comunque densa rispetto ai suoni, un lavoro sincero...
Nella tape è compreso un remake della "Paint it black" dei Rolling Stones, di estrema godibilità. Ricordate il demo degli Snatchers? Ebbene i No Fuzz sono la giusta continuazione. Meditare!!!  (Guerrieri & Sigismondi)

Supporto Italiano n°1 (fanzine) giugno/luglio 1991
NO FUZZ "Sickly chips in empty places" 7" (Distorsioni Per La Sordità)
Distorsioni ci devasta le membra con una nuova produzione discografica. Dopo l'omonima demo d'esordio, questa sorta di Sub Pop italiana, lancia sul mercato un 7" contenente 4 tracce sonore firmate No Fuzz. Per la 2° volta il combo novarese riprova a farci saltare il sistema nervoso con questa manciata di brani
sporchi e ruvidi come solo loro ci hanno abituato.
I N.F. si trovano anche in questa occasione ad arrampicarsi su tortuose soluzioni ritmiche e compositive che sballottano tra il seventies, la psichedelia, l'heavy e il punk più sgraziato.
L'ep si apre con "Too ugly", una ballata psichedelica di vago sapore Mudhoney, con la quale penso vogliano ritentare a portare fuori strada colui che si avvicina alla band per la prima volta. L'esempio è confermato dall'impostazione del demo precedente con "Maybe" come brano iniziale e dopo...arrivano le mazzate. "Broken mirror", "Deeply" e "The place I've found" completano il lavoro assordando e dissacrando, maltrattando e stuprando, o meglio, demolendo il concetto di commercialità all'interno del prodotto. Il tutto condito da una buona veste grafica intorno alla composizione dei loro 4 primi piani (molto inquetanti) nel retro.
Forse l'unica pecca è la registrazione poco limpida, ma d'altra parte non so quanto senso possa avere accumunare la perfezione e la pulizia sonora con il crimine "sonico" di questi animali da palco.  (Fabrizio Maulu)

Rumore n° 5/6 (mensile) luglio/agosto 1992
NO FUZZ. "Inane theories garble rounds of whole solutions"  LP (Distorsioni Per La Sordità)
I No Fuzz fanno parte di quella piccola schiera di gruppi italiani cresciuti all'ombra della rivoluzione di Seattle. Rispetto ai Voodoo non cantano in italiano, sono meno rock-blues degli Snowdrops e forse meno selvaggi dei Mouse Blasters (a proposito: com'è sto fatto? Tutti gruppi piemontesi?).
"Inane theories..." non si avvale di quella che si potrebbe definire una produzione adamantina... Però c'è la sostanza ed è quello che conta. I No Fuzz poggiano su basi grunge e inondano il prorpio sound con torrenti wah-wah (vedi la lunga "Smoke ray blues") e suggestioni mantra-psychedeliche innervate dal pulsare instancabile di Pool. Un lavoro promettente.
*** (Claudio Sorge)

Rockerilla n° 143/144 (mensile) luglio/agosto 1992
NO FUZZ "Inane theories garble rounds of whole solutions"  LP (Distorsioni Per La Sordità)
Da Arona, provincia di Novara, arrivano i No Fuzz, dopo un 7" introvabile per la difficile distribuzione, propongono un LP che grazie all'interessamento della
Contempo dovrebbe risultare di più facile reperibilità.Attraverso suoni un pò caotici, nella registrazione come nel missaggio, si distinguono comunque buone idee che hanno solo bisogno di tempo per maturare adeguatamente. Il loro è un garage, veloce e intriso di psichedelia, che trova il suo miglior momento espressivo nella lunga (13'47'') "Smoke ray blues" dove si incrociano tutte le loro influenze in un crogiuolo ben riuscito. (Gino Tozzini)

Blast n°6 (mensile) settembre 1992
NO FUZZ"Inane theories garble rounds of whole solutions"  LP (Distorsioni Per La Sordità)
Sono giunti ultimamente in redazione tre dischi italiani ricolmi di sonorità che hanno accumulato una frusciante patina di polvere dai toni psichedelici, e quindi ci è parso giusto recensirli almeno insieme. Essi sono inoltre ricorsi al metodo dell'autoproduzione per guadagnarsi una maggiore libertà espressiva e per imprimere i loro sforzi su vinile.
I No Fuzz sono portatori (sani) di un hard rock a volte sognante e sulfureo, con tocchi blues e tonnellate di chitarre elettriche distorte. Soltanto qualche ingenuità nella registrazione, che fa rimanere la musica alquanto valida per il genere eseguito. (...)
(Massimo Mascarelli)